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Il Rojale (dal friulano "roje", roggia) si estende su un territorio reso caratteristico dalle rogge e dai rojelli che lo attraversano, dai mulini e dai battiferro sparsi lungo il loro corso, e dal disegno regolare dei campi, ultima traccia della originaria centuriazione romana.
Fazzoletti di terra bordati dai filari di gelsi sono testimonianza dell'allevamento dei bachi da seta, antica fonte di sostentamento delle famiglie contadine friulane. Alle dolci acque del Torre, incanalate nella stretta naturale fra Savorgnano e Zompitta e condotte fino alle pianure della Bassa friulana mediante le rogge, si devono le colture e gli opifici idraulici della civiltà preindustriale, gli antichi mestieri degli uomini delle "ville" del Rojale come la lavorazione del ferro e dei vimini e un intero immaginario di motivi fantastici, simbolismi e mitologie, tramandati ancora oggi dalla viva tradizione orale.
Tradizionale è la lavorazione del cartoccio di mais ("scus di blave") un tempo affidato alla pazienti mani delle donne e dei bambini che intrecciavano questa semplice materia prima per trasformarla in raffinate borse, bamboline, portaoggetti, sporte, calzature... Patrimonio oggi raccolto e conservato nella "Mostra permanente del cartoccio e del vimini" di Reana. ("scus e Vencs in tal Rojal")
ABITANTI: 4726
ESTENSIONE: 20Kmq
ALTITUDINE: 160 mt sul livello del mare
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